La riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi non è più un concetto lontano, ma una richiesta sempre più presente nelle mente dell’opinione pubblica.
E’ un argomento molto complesso che necessita di un approccio personalizzato, così come personalizzati sono gli imballi che produciamo.

Possiamo tratteggiare 4 linee di intervento e per ognuna siamo in grado di dare al nostro cliente una soluzione completa:

  1. riduzione dello spessore, con mescole speciali; si ottiene una riduzione immediata della “impronta di carbonio” del 10-15% ( a seconda della riduzione ) senza sostanziali svantaggi. 
    Si ha un risparmio in termini di materiale utilizzato e riduzione dell’incidenza Conai, viene mantenuta la compatibilità con il contatto alimentare;
  2. utilizzo di una quota parte di materiale rigenerato. L’impronta di carbonio può essere diminuita anche del 40-50% ( dipende dalla quota di rigenerato che si inserisce ) MA non si può avere la certificazione di idoneità al contatto alimentare. Le differenze meccaniche/ottiche dipendono dalla quantità di rigenerato che si inserisce. Piduemme utilizza rigenerato derivante dal riciclo dei propri scarti di lavorazione, garantendo così un prodotto privo di nuance di colore od odori sgradevoli.
    Si ha un piccolo risparmio sul materiale utilizzato ma generalmente gli spessori rimangono gli stessi e quindi anche l’incidenza Conai non varia;
  3. utilizzo di polietilene derivante da materie prime di origine vegetale. Si ottiene un totale azzeramento della impronta di carbonio ed un prodotto in tutto e per tutto simile a quello che già si usa. L’etilene utilizzato viene dalla canna da zucchero ma il prodotto risultante non è né biodegradabile né compostabile. Il prezzo è di circa 3 volte il polietilene “classico” e quindi è possibile usarlo anche “in taglio”, con percentuali del 20-30-50% che permettono di bilanciare impronta di carbonio e quotazione. Viene mantenuta la compatibilità alimentare;
  4. utilizzo di materiali compostabili/biodegradabili. In questo caso si ottiene un prodotto diverso ( si pensi ai sacchi della spesa ), più gommoso, che va testato nelle varie modalità di utilizzo. L’impronta di carbonio solitamente non è zero, in quanto insieme all’amido di patata/mais si usa poliestere compostabile di origine fossile. Il prezzo indicativamente è simile a quello del punto 3, si mantiene la compatibilità alimentare.

Come detto, non esiste una singola proposta universale, ogni formula deve essere calibrata sulla base delle condizioni di utilizzo, degli obiettivi del cliente, della sua volontà di spesa e dei limiti legislativi.
Contattateci via mail ( [email protected] ) o via telefono ( 039 570151 ), studieremo insieme a voi la soluzione migliore.